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Cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

La crisi energetica, climatica ed economico finanziaria in cui sta versando il nostro Paese sta minacciando la sicurezza del portafoglio di molti (e anche la salute mentale, per dirla tutta). Tra le conseguenze disastrose dettate dal surriscaldamento globale, il rialzo dei prezzi e delle bollette, l’inquinamento e la generale condizione di sconforto, non sappiamo più a cosa appigliarci per cercare di risolvere la situazione.

Fortunatamente, però, sono stati avviati numerosi progetti e interventi nell’ambito della finanza sostenibile e dell'economia verde per cercare di arginare la situazione. Uno tra questi è proprio il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), un documento strategico che il Governo italiano ha predisposto per accedere ai fondi del Next Generation EU per risollevare l’Italia da questa situazione di crisi.

In questo articolo cercheremo di spiegarti nel dettaglio cos’è questo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quali sono le sue caratteristiche e le sue azioni dirette per offrire un contributo economico concreto all’economia italiana. Inoltre, faremo un piccolo focus sull’importanza delle energie rinnovabili - come il fotovoltaico - per contrastare la crisi climatica.

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PNRR: cos'è e a cosa serve

Come già anticipato nell’introduzione a questo articolo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è un documento strategico predisposto dal Governo italiano per accedere ai fondi del programma Next Generation EU. Presentato alla Commissione Europea il 30 aprile 2021 e approvato il 13 luglio 2021, il PNRR intende in sintesi:

  • Favorire un cambiamento strutturale dell’economia partendo dal contrasto alle disuguaglianze territoriali, generazionali e di genere;
  • Rilanciare il Paese successivamente alla crisi pandemica, puntando sulla transizione ecologica e digitale.

Il Piano Nazionale è suddiviso in 6 Missioni principali, e descrive la priorità di investimento su un arco temporale di 5 anni - dunque se ne prospetta il completamento entro la fine del 2026. Il PNRR si pone come obiettivo principale il rilancio della struttura socio-economica del Paese, puntando in particolare sulle leve della transizione ecologica, della digitalizzazione e dell’inclusione sociale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si inserisce in un quadro più ampio di fonti di finanziamento in cui sono inclusi - oltre al Next Generation EU - anche investimenti e riforme UE a favore dell’innovazione digitale ed ecologica, dell’equità e della formazione dei lavoratori. Inoltre, sono inclusi anche finanziamenti della politica della coesione europea per il periodo 2021-2027, insieme a risorse statali e aggiuntive dedicate agli interventi complementari del PNRR.

Ricapitolando, il PNRR prevede:

  • 134 investimenti (235 se si conteggiano anche i sub-investimenti)
  • 63 riforme
  • Per un totale di 191,5 miliardi di euro a valere sul fondo Next Generation EU

Con questo Piano Nazionale il Governo italiano mira a risolvere diversi nodi strutturali che hanno causato il rallentamento dello sviluppo economico e sociale italiano negli ultimi 20 anni. Il Governo dunque prevede entro il 2026 un aumento del PIL del 3,6%, e un aumento dell’occupazione del 3,2%.

Next Generation EU: cos’è

Facciamo un passo indietro e specifichiamo cos’è il Next Generation EU. Meglio noto in Italia con il nome di Recovery Fund, questo programma dell’Unione Europea prevede una serie di fondi per risollevare la condizione socio-economica degli Stati membri in seguito alla crisi provocata dalla pandemia di Covid-19. L'Italia, come ciascun Stato membro, per accedere a questi fondi ha dovuto presentare il suo pacchetto di investimenti e riforme, ovvero il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).


Le missioni e le riforme del PNRR

Scendendo più nel dettaglio, possiamo sostenere che il PNRR si sviluppa attraverso 16 componenti funzionali alla realizzazione degli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Queste componenti sono raggruppate in 6 missioni fondamentali e per ogni missione sono indicate le riforme necessarie a una realizzazione più efficace degli interventi.

Le riforme nel loro totale sono 63, suddivise nelle seguenti tipologie:

  • Riforme orizzontali (dette anche “di contesto”): innovazioni strutturali dell’ordinamento volte a migliorare l’efficienza, la competitività, l’equità e il quadro economico del Paese;
  • Riforme abilitanti: funzionali a garantire l’attuazione del PNRR in generale e a rimuovere gli ostacoli amministrativi, procedurali e regolatori che condizionano la qualità dei servizi erogati e le attività economiche;
  • Riforme settoriali: innovazioni normative nelle singole missioni relative a specifiche attività economiche o ambiti di intervento, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti settoriali;
  • Riforme concorrenti: sono quelle misure che non sono direttamente comprese nel Piano, ma necessarie al conseguimento degli obiettivi generali (come, per esempio, la riforma fiscale o il potenziamento del sistema di ammortizzatori sociali).

Le missioni nello specifico

Di seguito le singole Missioni spiegate nello specifico:

  1. Missione 1 - Digitalizzazione, competitività, cultura e turismo: Questa missione si impegna nella promozione della transizione digitale nella pubblica amministrazione, nel sistema produttivo e nelle infrastrutture di comunicazione, con il fine ultimo di migliorare la competitività delle filiere industriali e rilanciare il turismo e la cultura;
  2. Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica: Missione atta all’incentivo della sostenibilità sociale ed economica con interventi che coinvolgono aree come la gestione dei rifiuti, l’agricoltura, l’utilizzo di fonti rinnovabili e la biodiversità del territorio;
  3. Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile: L’obiettivo è potenziare e modernizzare la rete ferroviaria (soprattutto nel Sud Italia), digitalizzare e ottimizzare il trasporto aereo e garantire l’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale per la rete dei porti;
  4. Missione 4 - Istruzione e ricerca: Con questa missione l’obiettivo è colmare le carenze nel sistema dell’istruzione in tutte le fasi del ciclo formativo, rafforzando al contempo i sistemi di ricerca e offrendo nuovi strumenti tecnologici all’avanguardia;
  5. Missione 5 - Inclusione e coesione: Significa investire nelle infrastrutture sociali, sostenere l’alternanza scuola-lavoro e l’imprenditoria femminile, rafforzare le politiche attive del lavoro, prestando particolare attenzione alla protezione di individui fragili, genitori e famiglie;
  6. Missione 6 - Salute: L’ultima missione intende rafforzare la prevenzione e l’assistenza sanitaria tramite la messa in comunicazione dei servizi sanitari e sociali e la digitalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), potenziando al contempo il Fascicolo Sanitario Elettronico e la Telemedicina e promuovendo la formazione del personale sanitario e la ricerca scientifica.
Le 6 missioni del PNRR
Le 6 missioni del PNRR

Le iniziative del PNRR: la digitalizzazione come comun denominatore

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza unisce obiettivi e interventi trasversali nei vari ambiti della sfera socio-economica italiana. Il minimo comun denominatore di tutti gli interventi, però, è l’innovazione digitale. All’interno del PNRR, infatti, al digitale è dedicata un’intera missione (la missione 1) per oltre 40 miliardi di euro, a cui sono da sommare anche le iniziative di digitalizzazione presenti in altre missioni, per un valore complessivo stimato di circa 65 miliardi di euro.

Vediamo di seguito solo alcuni dei tanti ambiti a cui si interessano le azioni del PNRR:

  • PNRR e digitalizzazione della pubblica amministrazione: il PNRR dedica alla PA (pubblica amministrazione) un’intera componente della missione 1 in cui sono previste riforme e investimenti volti a portare a compimento alcune iniziative già avviate nel Piano Triennale e ad accelerare alcune azioni già in atto (come la migrazione Cloud dei servizi pubblici);
  • PNRR in sanità: la missione 6 del Piano Nazionale dedica al tema della salute e della sanità una molteplicità di riforme e investimenti, in particolare per rafforzare e sviluppare le reti e i presidi territoriali, nonché l’apparato digitale di tutto il sistema;
  • PNRR nel turismo: il turismo costituisce una delle principali aree di intervento del PNRR. La missione 1, nello specifico, mira a rilanciare la cultura e il turismo tramite lo stanziamento di 2,4 miliardi di euro;
  • PNRR e smart city: dall’efficienza energetica alla smart mobility, dalla riqualificazione degli spazi urbani alla sicurezza, passando per la digitalizzazione degli enti locali, il PNRR permea in maniera trasversale anche il tema delle smart city. Gli ambiti applicativi del Piano che rientrano nella sfera di influenza delle città intelligenti sono molteplici e si possono ritrovare in particolar modo nella mission 5, nella quale si parla di Piani Urbani Integrati.

Fotovoltaico: un contributo alla transizione energetica

Più volte nel corso del nostro blog Otovo abbiamo menzionato l’importanza dell’energia solare per l’accelerazione della transizione energetica. Questa fonte di energia pulita, infatti, è una valida alleata per contrastare la carbon footprint ed è la soluzione ideale per dimezzare i costi in bolletta e rendersi sempre più indipendenti con il proprio autoconsumo per non sottostare al rincaro dei prezzi. Perseguire uno stile di vita sostenibile e installare pannelli solari sul proprio tetto di casa potrebbe davvero fare la differenza in questa grave condizione di crisi energetica ed economica e per contrastare il surriscaldamento globale.

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Domande frequenti

Cos'è il PNRR?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è un documento strategico predisposto dal Governo italiano per accedere ai fondi del programma Next Generation EU per contrastare la crisi socio-economica italiana successiva alla pandemia da Covid-19.

Cosa prevede il PNRR?

Il PNRR prevede 134 investimenti (235 se si conteggiano anche i sub-investimenti) e 63 riforme per un totale di 191,5 miliardi di euro a valere sul fondo Next Generation EU.

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