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Un approfondimento Otovo sull'impronta di carbonio

Viviamo in un mondo sempre più consapevole del cambiamento climatico e delle conseguenze negative che la carbon footprint, nota anche come impronta di carbonio, causa all’uomo e all’ambiente.

In questo articolo scopriremo insieme cos’è la carbon footprint, come viene calcolata e come può essere ridotta attraverso nuove abitudini e l'uso di energie rinnovabili. In questo modo possiamo aiutare l’ambiente e migliorare lo stato di salute delle persone.


L’impronta di carbonio

L’impronta di carbonio indica la quantità di gas a effetto serra generata durante la produzione di un prodotto o servizio. La contabilità inizia dalle fasi di approvvigionamento e trattamento delle materie prime, continua poi con la lavorazione e produzione del prodotto, i trasporti, l’utilizzo e, infine, lo smaltimento del prodotto.

Life Cycle Assessment
Life Cycle Assessment

Anche le attività che svolgiamo quotidianamente, come l’uso di elettricità proveniente da energie inquinanti o l’uso di mezzi di trasporto non elettrici, aumentano la presenza di questi gas e innalzano la temperatura media del pianeta portando al catastrofico scenario del cambiamento climatico - un problema sempre più evidente. Da ciò derivano disastri ambientali come terremoti, l'innalzamento del livello del mare, la scomparsa di specie, il disgelo, ecc.

Inizia a ridurre la carbon footprint

Attualmente, l’impronta di carbonio è circa il 50% di tutta l’impronta ecologica - dato che mostra quanto sia essenziale la riduzione di questa metrica per porre fine allo sfruttamento eccessivo delle risorse.

Ecco perché è fondamentale agire responsabilmente nei confronti dei nostri consumi.


Come calcolare la Carbon Footprint

Calcolare l’impronta di carbonio è semplice. È necessario conoscere la quantità di gas serra che una determinata attività produce e la durata nel tempo di questa attività, o la distanza, nel caso dei trasporti.

Moltiplicando la quantità di gas serra emessi in un determinato intervallo di tempo per il tempo dell'attività, si ottiene l'impronta di carbonio.

Applichiamo il calcolo a un'attività che molte persone svolgono quotidianamente: guidare un'auto.

  • Un'auto diesel produce in media 2,65 kg di CO2 per ogni litro di carburante bruciato.
  • Nel caso di un'auto a benzina si possono produrre circa 2,37 kg di CO2 per ogni litro di carburante.

Mettiamo il caso che le due auto facciano un viaggio di 100 km.

L'auto diesel media consuma circa 7,5 litri di carburante in 100 km, mentre l'auto a benzina consuma circa 8,3 litri.

In questo caso:

  • In un tragitto lungo 100 km, l'auto diesel produce 19,87 kg di CO2
  • Nello stesso tragitto, l'auto a benzina produce 19,61 kg di CO2

Considerando questi due casi, si nota come la differenza sia minima. Tuttavia, se includiamo le auto elettriche nel nostro calcolo, il quadro cambia. Infatti, le auto elettriche consumano in media 5 kWh di elettricità ogni 100 km. Ciò equivale a 5,8 kg di CO2 su un percorso di 100 km, quasi un quarto delle emissioni delle auto diesel o benzina.

Nell'esempio appena citato abbiamo visto il calcolo dell'impronta di carbonio generata da un individuo. Oltre all'uso dell'automobile ci sono altre aree della nostra vita privata che possono generare carbon footprint, quali:

  • La casa: quanta più energia utilizziamo all'interno delle nostre abitazioni, tanto sarà maggiore l'impronta di carbonio.
  • I viaggi in aereo: La classe del volo, il numero di scali e il numero di viaggi sono tre fattori che influiscono sulle emissioni di CO2.
  • Gli spostamenti in moto: in base ai chilometri, al modello e all'efficienza della moto si produce più o meno CO2.
  • Gli acquisti, noti anche come secondary Footprint, comprendono tutti gli importi di spesa sostenuti per una serie di categorie merceologiche. Tra le spese rientrano il canone TV, le prenotazioni di hotel e ristoranti, le attività ricreative e sportive, e l'assicurazione.

Oltre al calcolo dell'impronta di carbonio generata dagli individui esiste anche il calcolo della carbon footprint creata dal prodotto e da un'organizzazione. Vediamole di seguito!


Calcolo dell'impronta di carbonio generata dal prodotto

Il calcolo della carbon footprint di prodotto include tutte le emissioni di gas a effetto serra lungo l'intero ciclo di vita del prodotto. Si considera quindi come punto di partenza l'estrazione delle materie prime fino ad arrivare allo smaltimento finale.

In questo caso, il calcolo della carbon footprint può essere fatto includendo tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, oppure considerandone solo alcune.

Fasi ciclo di vita del prodotto
Fasi ciclo di vita del prodotto

La carbon footprint in questo caso viene calcolata rispettando i requisiti contenuti nella specifica tecnica nota come PAS 2050. Il riferimento normativo univoco a livello internazionale è anche la specifica tecnica ISO/TS 14067.

Grazie a queste due nomenclature è possibile quantificare le emissioni di CO2 di un prodotto o servizio. L'impronta di carbonio di un prodotto, nota anche come carbon footprint of products (CFP), è definita come la somma delle emissioni e rimozioni totali di CO2 del sistema che genera un bene.

Inoltre, dal momento che la carbon footprint rappresenta il 50% di tutta l'impronta ecologica, conoscerne l'entità è fondamentale in termini di pianificazione poiché fornisce un'idea della domanda esercitata sul pianeta derivante dall'uso di combustibili fossili. La sua riduzione è quindi essenziale per porre termine allo sfruttamento eccessivo delle risorse.

E per le strategie di business? In un contesto che vede premiati i fornitori di prodotti o servizi a basse emissioni, l'impronta di carbonio può essere uno strumento per valorizzare le proprie attività e promuovere le proprie politiche di responsabilità sociale e ambientale, secondo i criteri ESG.


Calcolo dell'impronta di carbonio generata da un'organizzazione

L'impronta di carbonio di organizzazione (CFO) consiste nella quantificazione di gas effetto serra connesse a un'impresa. In questo caso, le emissioni possono essere dirette o indirette:

  • Le emissioni dirette sono quelle provenienti da fonti proprie dell'azienda o controllate dall'impresa stessa
  • Le emissioni indirette sono una conseguenza delle attività dell'organizzazione, ma la cui fonte è controllata da altre imprese

Gli standard internazionali per il calcolo di questa carbon footprint sono il GHG Protocol e l'UNI EN ISO 14064-1. Entrambe le normative prevedono l'obbligo di considerare le emissioni dirette e indirette generate dalla produzione di energia elettrica e termica. La contabilizzazione degli altri tipi di emissioni, che non sono connesse ai consumi termici ed elettrici, dipende dalla volontà dell'organizzazione.

Voglio iniziare a ridurre l'impronta di carbonio


Come ridurre la carbon footprint

Tutti noi possiamo ridurre l’impronta di carbonio gestendo e cambiando le nostre abitudini di consumo, come ad esempio:

  • Utilizzare fonti di energia rinnovabile. L’energia solare, per esempio, è energia pulita e rinnovabile. Inoltre, l’inquinamento generato dal processo di fabbricazione dei pannelli solari è minimo ed è compensato anche dall’alto tasso di riciclaggio di questi dispositivi. Per approfondire questo tema ti consigliamo di leggere il nostro articolo sull'impatto ambientale dei pannelli solari.
  • Scegliere mezzi di trasporto elettrici. Come abbiamo visto nel nostro esempio, un’automobile elettrica o ibrida inquina molto meno di un’auto a diesel o benzina. Attualmente, nelle grandi città si trovano molto facilmente colonnine di ricarica per auto elettriche, di solito in parcheggi o al di sotto di pensiline fotovoltaiche, le quali permettono di ricaricare le auto con facilità. Inoltre, fare scelte di mobilità sostenibile, quali l'uso i mezzi pubblici al posto di quelli privati o il noleggio di monopattini elettrici, aiuta a salvaguardare l’ambiente.
  • Contribuire alla riforestazione. Un albero ha la capacità di assorbire 40 kg di CO2 all’anno.
  • Separare e riciclare i rifiuti così che l’imballaggio riceva una seconda vita
  • Usare lampadine a basso consumo per risparmiare anche sulla bolletta dell'elettricità.
  • Non lasciare i propri dispositivi elettronici connessi alla corrente per molto tempo.
  • Essere consapevoli degli elettrodomestici che consumano più energia (es. asciuga capelli, condizionatore ecc.) e acquistarli di ultima generazione.
  • Usare sacchetti di stoffa per fare la spesa. La plastica e la sua produzione aumentano la carbon footprint
  • Ridurre ridurre il consumo di carne. Le infrastrutture e gli animali contribuiscono all’aumento di CO2.

Otovo e l’impronta di carbonio

Siamo un’impresa che dà moltissima importanza alla riduzione dell’impronta di carbonio e alla promozione della sostenibilità e dell'autoconsumo. Ecco perché, oltre a lavorare con i migliori produttori di materiali fotovoltaici, riduciamo le emissioni di CO2 anche nelle seguenti attività:

  • Selezioniamo solo installatori locali - abbiamo più di 100 installatori in tutta Italia
  • Collaboriamo con marchi che condividono i nostri stessi valori
  • Riduciamo i viaggi aerei - preferiamo spostarci in treno
  • Evitiamo l’utilizzo della carta - il nostro marketplace è 100% digitale

Inoltre, nel 2020 abbiamo installato 10,8MWp e siamo riusciti a ridurre le emissioni di carbonio di circa 98.230 tonnellate.

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Verso la carbon neutrality, ma cosa significa azzerare le emissioni nette di gas serra?

Gli obiettivi comuni dei massimi vertici di governo europeo mirano tutti nella stessa direzione: la carbon neutrality. Un passo obbligato se si vogliono scongiurare le peggiori conseguenze della crisi climatica e se si vuole andare nella direzione imposta dall'Accordo di Parigi.

Un articolo di Lifegate riporta la definizione di carbon neutrality secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc): la carbon neutrality è lo stato in cui, a livello globale, le emissioni di CO2 di origine antropica sono bilanciate dalla CO2 che viene rimossa dall’uomo in un periodo specifico.

Cosa significa azzerare le emissioni nette di gas serra

Con l'Accordo di Parigi, firmato nel dicembre 2015, i governi di 190 paesi si sono impegnati a contenere l'aumento delle temperature globali al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali, facendo tutto il possibile per restare entro gli 1,5° C. Questa soglia impone, però, un limite di emissione in atmosfera di soltanto una quantità determinata di CO2; questa soglia è chiamata carbon budget e quello che si dovrebbe fare per mantenerlo al di sotto della soglia di rischio corrisponde a un taglio delle emissioni globali del 7,6% ogni anno per l'intero decennio 2020-2030. Sfida più che ardua.

Insomma, questo conto alla rovescia contro al tempo rende assolutamente indispensabile marciare verso la carbon neutrality. Riportando l'articolo di Lifegate, secondo la definizione del'Ipcc, si raggiunge la carbon neutrality quando i gas serra emessi dall’uomo sono pari a quelli rimossi dall’atmosfera in un certo periodo di tempo. Per questo si parla anche di net zero, o azzeramento delle emissioni nette.

Ogni paese, città, istituto finanziario e azienda deve adottare piani per azzerare le emissioni entro il 2050. E iniziare a metterli in pratica adesso, anche fornendo chiari obiettivi nel breve termine.

Queste le parole di António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, al summit sul clima del 12 dicembre 2020.

Carbon neutrality (Fonte: Business Wire)
Carbon neutrality (Fonte: Business Wire)

Conclusione

Ridurre le emissioni di CO2 è una scelta individuale di responsabilità ambientale che permette a ognuno di noi di prendere parte alla lotta al cambiamento climatico. È quindi importante scegliere la sostenibilità in ogni azione che compiamo ogni giorno, come, per esempio, la produzione di energia pulita per le nostre abitazioni.


L'infografica seguente riassume i concetti principali su come ridurre l'impronta di carbonio.

Come ridurre la carbon footprint infografica
Come ridurre la carbon footprint infografica
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