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Uno studio Otovo sulla carbon neutrality

Il cambiamento climatico è un problema sempre più comune e porta con sé effetti indesiderati, quali siccità, alluvioni, ondate di caldo e frane. Ma non è tutto. L’innalzamento del livello dei mari, l’acidificazione dell’oceano e la perdita della biodiversità sono ulteriori conseguenze del surriscaldamento globale.

Per riuscire a contenere il surriscaldamento globale entro la soglia di 1,5°C, l’Unione Europea si è prefissata di raggiungere la carbon neutrality entro il 2050.

A dicembre 2019, la Commissione europea ha presentato il Green Deal europeo per rendere questo obiettivo realizzabile. All’interno del Green Deal, la Commissione ha adottato una serie di proposte per trasformare le politiche dell’Unione in materia di clima, energia, trasporti e fiscalità, così da ridurre notevolmente le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Il Green Deal europeo riuscirà quindi ad accrescere e migliorare la salute dei cittadini e delle generazioni future offrendo:

  • Aria e acque pulite
  • Un suolo sano e biodiversità
  • Edifici rinnovati ed efficienti dal punto di vista energetico
  • Cibo sano e a prezzi accessibili
  • Più trasporti pubblici
  • Energia pulita e innovazione tecnologica pulita d’avanguardia
  • Prodotti che durano più a lungo e che possono essere riparati, riciclati e riutilizzati
  • Posti di lavoro adeguati alle esigenze future e formazione delle competenze per la transizione
  • Un’industria competitiva e resiliente a livello globale

Ora che abbiamo visto di cosa tratta il Green Deal europeo andiamo più nello specifico e vediamo cosa si intende con il termine neutralità carbonica, detta anche carbon neutrality.


Cos’è la neutralità carbonica?

Con il termine carbon neutrality si intende il raggiungimento di un equilibrio tra le emissioni e l'assorbimento delle stesse. Per cui, con questo  concetto, non si intende propriamente l’annullamento delle produzioni di gas serra.

Per raggiungere l’obiettivo della carbon neutrality è quindi necessario che l’emissione di gas a effetto serra sia controbilanciata dall’assorbimento delle emissioni di carbonio.

Inoltre, è importante contraddistinguere il termine di neutralità carbonica da emissioni zero ed emissioni zero nette.

Emissioni zero è, infatti, un’espressione che indica la capacità di condurre una qualsiasi attività senza emettere gas serra. Le emissioni zero si possono ottenere solamente se si usano fonti di energia rinnovabile che non immettono anidride carbonica o altri gas nell’atmosfera.

Le emissioni zero nette, invece, rappresentano un obiettivo di lungo termine e non una pratica quotidiana. Come anticipato poc’anzi, L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di eliminare quasi totalmente le emissioni di gas serra entro il 2050. Non sarà possibile cancellarle tutte ma si potrà “compensare” le emissioni di quei pochi settori produttivi che non saranno riusciti a centrare l’obiettivo “zero”. Questo sarà possibile riassorbendo meccanicamente la CO2 emessa, o piantando alberi.


Come si raggiunge la carbon neutrality?

Per poter raggiungere la neutralità carbonica è fondamentale ridurre le emissioni di carbonio nell’atmosfera. Per farlo, bisogna ridurre le emissioni prodotte in un settore, limitando o eliminando completamente alcuni elementi che producono anidride carbonica. Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo di alcuni tipi di elementi e sostituirli con fonti alternative come il fotovoltaico, che sfrutta la luce solare per produrre elettricità.


L’italia e la neutralità carbonica

A questo punto ti starai chiedendo come sta agendo l’Italia per raggiungere la carbon neutrality. Negli ultimi anni il nostro Paese ha rallentato il passo sulla strada della decarbonizzazione. Dal 2014 al 2019 le emissioni di CO2 si sono ridotte di circa 10 milioni di tonnellate. Nonostante questo numero sembri rilevante, non lo è affatto. Inoltre, è impattato negativamente dall’aumento dei consumi dell’energia (+9% dal 1990 al 2019) e dal basso uso delle energie di fonti rinnovabili (circa il 2%). In aggiunta, in Italia, circa l’80% del fabbisogno energetico è soddisfatto da gas, petrolio e carbone.

La Roadmap 2.0 proposta da Italy for Climate per raggiungere la carbon neutrality entro il 2050 prevede una riduzione delle emissioni del 55% nel  2030 rispetto al 1990, a fronte della diminuzione del 19% nel 2019. Ciò significa che in appena 8 anni dovremo ridurre i consumi energetici di circa il 15% e raddoppiare l’uso di fonti  rinnovabili. Inoltre, dovremo utilizzare fonti di energia pulita anche nel settore elettrico, nella generazione di calore e nei trasporti.

Nella Roadmap climatica ben 40 proposte sono state sviluppate per essere decisive nel processo di decarbonizzazione del Paese. Queste proposte sono suddivise in diversi settori: industria, edifici, trasporti, agricoltura e generazione elettrica.

Vediamole insieme nel dettaglio!

Industria

In Italia, il settore industriale si colloca in cima alla classifica per emissioni di gas serra. Questo settore dovrà tagliare le proprie emissioni del 43% rispetto al 2019, toccando la cifra di 87 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nel 2030. Come si può raggiungere questo obiettivo? Riducendo gli attuali consumi di energia e adottando fonti rinnovabili per produrre energia.

Edifici

Gli edifici residenziali, pubblici e commerciali sono secondi in classifica per emissioni. Dal 1990 a oggi, gli edifici hanno ridotto di circa il 10% le emissioni di gas serra, ma hanno aumentato di ben il 44% il consumo energetico. Per raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030, gli edifici dovranno diminuire le loro emissioni di circa il 55% rispetto al 2019, grazie anche alla riqualificazione energetica degli edifici. Inoltre, il raggiungimento di questo obiettivo permetterà agli edifici di ottenere la certificazione LEED.

Trasporti

Il settore dei trasporti si colloca al terzo posto per emissioni di gas serra ed è l’unico settore che nell’ultimo trentennio non ha ridotto le sue emissioni. I trasporti, dunque, dovranno ridurre le proprie emissioni di gas serra del 29% entro il 2030 e i propri consumi di diesel e benzina del 34%. Come è possibile raggiungere questi obiettivi? Sicuramente sarà fondamentale ridurre il tasso di motorizzazione e promuovere il trasporto condiviso, la mobilità elettrica e sostenibile.

Agricoltura

Il settore agricolo produce solamente il 9% delle emissioni di gas serra nazionali, e le ha ridotte del 16% negli ultimi 30 anni. Entro il 2030, il settore agricolo dovrà ridurre ulteriormente le sue emissioni del 29% rispetto al 2019, riducendo in primo luogo le emissioni provenienti dagli allevamenti.

Generazione elettrica

Quello della generazione elettrica è un settore trasversale che contribuisce al quadro emissivo nazionale non in modo diretto, ma attraverso i consumi elettrici dei quattro settori finali. Ad oggi, 1 kWh in Italia produce circa 260 grammi di CO2 e, per raggiungere gli obiettivi del 2030, questo valore dovrà essere dimezzato arrivando poco sopra ai 100 grammi di CO2. Come è raggiungibile questo obiettivo? Bisognerà puntare sulle rinnovabili che dovranno raggiungere la quota di 70% di fonti energetiche nel 2030 (oggi siamo a circa il 40%).

Vuoi collaborare anche tu per raggiungere la carbon neutrality? Passa al solare con Otovo e inizia a produrre energia pulita.

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