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Qual è la fonte rinnovabile più diffusa e quanta energia produce

Per contrastare la profonda crisi climatica (ma anche energetica ed economico finanziaria) in cui sta versando il nostro Paese è necessario fare qualcosa al più presto. Questo stato di incertezza e sconforto sta avendo ripercussioni sotto molteplici punti di vista: il portafoglio di tutti noi è costantemente minacciato dal rincaro dei prezzi e dall’aumento dei costi delle bollette, così come la nostra salute mentale sta risentendo della cosiddetta eco-ansia.

Il surriscaldamento globale, l’inquinamento atmosferico e il generale spaesamento dettato dal climate change stanno rendendo molto difficile il risollevamento della nostra economia anche se, per fortuna, numerosi sono gli interventi in materia di finanza sostenibile e green economy avviati per arginare la situazione. Il PNRR, il Next Generation EU, gli obiettivi prefissati dall’Agenda 2030, sono solo alcuni degli esempi virtuosi che a livello europeo stiamo cercando di implementare sul nostro modello socio-economico per risollevare l’Italia da questa situazione di crisi. E alcuni risultati si possono già osservare su alcune città italiane, registrate nell'indice di vivibilità climatica come tra le migliori in cui vivere a livello di qualità di vita.

Ma qual è nello specifico la situazione italiana in materia di energie rinnovabili? Qual è la loro percentuale di distribuzione sul nostro territorio? E quanta energia producono? La nostra nazione è sempre stata all’avanguardia sul fronte delle energie pulite. Queste valide alternative ai combustibili fossili, infatti, hanno da sempre rappresentato una quota rilevante della produzione energetica del paese, e sta continuando a crescere di anno in anno.

Oggi ti parleremo proprio di questo!

Vento, sole, acqua e calore della terra rappresentano le principali fonti di energia pulita a cui attingere per accelerare la transizione energetica del nostro paese e assicurarci un futuro incentrato sulla sostenibilità.

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Una panoramica della produzione rinnovabile in Italia

In base alle caratteristiche del territorio e alla distribuzione delle fonti rinnovabili la produzione di energia green in Italia è differenziata sotto vari aspetti.

L’idroelettrico è dominante in tutte quelle aree in cui terreno presenta forti pendenze, come per esempio nell’arco alpino e lungo la dorsale appenninica. Il fotovoltaico è più agevolato nelle zone meridionali, grazie alla minore latitudine e a una più intensa insolazione. L’energia eolica, invece, ha una concentrazione prevalente nelle grandi isole, come Sicilia e Sardegna, a cui si aggiunge la parte meridionale della dorsale appenninica, a partire dalla Campania, Puglia e Basilicata. Infine, l’energia geotermica ha come polo d’eccellenza la Toscana, favorita dalle sue caratteristiche geologiche.

In termini di distribuzione e penetrazione sul territorio, la crescita delle rinnovabili ha avuto un’intensa accelerazione. Si pensi che nel 2010 solo 365 comuni italiani erano in possesso di impianti elettrici o termici a uso rinnovabile, mentre oggi si è raggiunto il 100% delle municipalità con almeno un impianto rinnovabile, per un totale che supera quota 8.000 comuni.

Inoltre, secondo il rapporto Comunità rinnovabili redatto da Legambiente, si contano 7.775 comuni con almeno un impianto fotovoltaico installato, 7.223 con un impianto solare termico, 3.616 con sistemi a bioenergia, 1.489 in cui si giova dell’utilizzo dell’energia idroelettrica, 1.049 con la presenza di impianti eolici e, infine, 594 in cui si sfrutta l’utilizzo della geotermia. In aggiunta, si evince dal rapporto che sono oltre 3mila i comuni in cui il fabbisogno elettrico delle famiglie è stato superato dalla componente rinnovabile.

Le energie rinnovabili in Italia
Le energie rinnovabili in Italia

Ma vediamo ogni fonte rinnovabile più nel dettaglio!

L’idroelettrico: una fonte rinnovabile presente già da tempo

Nel panorama italiano delle energie rinnovabili l’idroelettrico era il grande protagonista già all’inizio del secolo scorso. Durante gli anni immediatamente successivi alla Prima Guerra Mondiale, infatti, l’energia idroelettrica corrispondeva alla netta maggioranza della produzione energetica alternativa ai combustibili fossili.

Purtroppo, nel corso del XXI secolo, la capacità installativa di questa fonte pulita non ha subito significative variazioni. Numerosi sono i progetti, però, di miglioramento delle tecnologie per aumentare l’efficienza degli impianti, aprendo la strada anche al micro-elettrico.

Nel convertire l’energia potenziale gravitazionale dell’acqua in elettricità, questa fonte rinnovabile rappresenta una grande risorsa per il nostro territorio, ed è in grado di garantire ingenti prestazioni elettriche. L’innovazione si sta concentrando sul perfezionamento della gestione dei flussi di acqua e di energia per soddisfare al meglio il fabbisogno energetico degli italiani.

Il fotovoltaico: una continua crescita poderosa

L’energia solare è una fonte inesauribile al servizio di tutti. Sempre più persone, fortunatamente, stanno prendendo la decisione di installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto, questo perché permette loro di rendersi sempre più indipendenti dalla rete elettrica nazionale e, al contempo, di fare bene al pianeta.

Come ogni fonte rinnovabile, infatti, anche l’energia del sole non produce emissioni di CO2 nell’atmosfera, e dunque contribuisce a contrastare la carbon footprint per garantire un futuro sostenibile alle nuove generazioni.

Proprio per questo motivo circa un dodicesimo dell’energia totale prodotta in Italia deriva dagli impianti fotovoltaici! Una crescita impressionante che ha toccato il suo picco in questi ultimi anni. Le cause sono da ricercarsi nel crollo del costo dell’energia, ma anche e soprattutto dai numerosi incentivi statali che il governo ha messo a disposizione per installare i pannelli solari sulla propria abitazione.

Voglio passare al solare!

Insomma: oggi è il momento migliore per passare al fotovoltaico e contrastare la crisi energetica ed economica in cui sta versando il nostro paese. Inoltre, è bene specificare che attualmente esistono diversi modi di sfruttare l’energia solare. Oltre ai classici pannelli solari, infatti, sono diffusi anche i solari termici, da utilizzare per riscaldare l’acqua o un altro fluido.

Lo sapevi, inoltre, che l’energia solare è la tipologia più impiegata nell’alimentazione dei singoli dispositivi o strumenti? Dai mezzi di trasporto alimentati a energia del sole, fino a satelliti e veicoli spaziali, passando anche per le classiche utenze domestiche di uso quotidiano o edifici situati in zone remote e non collegabili alla rete. Le applicazioni del fotovoltaico sono numerose e sempre più vantaggiose!

Energia eolica: prospettive di crescita all’orizzonte

L’energia eolica in Italia è in progressiva crescita, seppur più lentamente rispetto ad altri paesi europei. Attualmente, gli impianti distribuiti sul territorio sono oltre 5mila e, nella maggioranza dei casi, si tratta di siti con turbine eoliche di potenza unitaria tra i 20 e i 200 kW.

Da qui un decennio è previsto un raddoppio della produzione energetica da fonti eoliche, con un passaggio in termini di potenza massima erogabile pari a 19 GW, rispetto agli attuali 11. A livello globale, invece, si stima che entro il 2040 la capacità eolica possa aumentare di 15 volte e ciò significherebbe che l’eolico, nella media mondiale, diventi la fonte rinnovabile numero uno a disposizione dell’umanità.

Il primato italiano dell’energia geotermica

È fantastico pensare che il primo impianto geotermico della storia sia stato costruito a Larderello, in provincia di Pisa!

L'impianto geotermico di Larderello (Fonte: ResearchGate)
L'impianto geotermico di Larderello (Fonte: ResearchGate)

Sin dall’inizio del Novecento l’Italia si è distinta nel campo geotermico per la capacità innovativa di saper sfruttare al meglio le fonti geologiche. Ai tempi l’idea era di sfruttare il vapore in uscita dal sottosuolo come alternativa alle macchine a vapore alimentate a carbone.

A più di un secolo di distanza, oggi nella sola Toscana sono presenti circa 30 impianti geotermici. La tecnologia ovviamente col passare del tempo ha subito evoluzioni e miglioramenti: si è passati infatti a sfruttare i fluidi estratti direttamente dal sottosuolo, e il rendimento è quadruplicato. Inoltre, i gas tossici o climalteranti che vengono sprigionati dal sottosuolo oggi vengono contenuti e se ne evita l’immissione in atmosfera. Oltretutto, è possibile anche realizzare una geotermia inversa: il sottosuolo in questo caso viene sfruttato come serbatoio per immagazzinare il calore in eccesso presente durante le stagioni più calde, con lo scopo poi di recuperarlo nei mesi più freddi e trasformarlo in energia elettrica.

Seppur in termini di percentuali il geotermico non possa competere con altre energie rinnovabili - dal momento che poi la sua diffusione è minore sul territorio - l’Italia rientra comunque tra i vertici mondiali in questo tipo di produzione.


I numeri della produzione energetica italiana da fonti rinnovabili

Più di un terzo degli oltre 320 TWh (terawattora) del fabbisogno energetico italiano è coperto dalla produzione delle fonti rinnovabili. Nel Rapporto sull’efficienza energetica pubblicato dall’ENEA sono menzionati in particolare 110 TWh, equivalenti a circa una decina di milioni di tonnellate di petrolio.

Se inserissimo nel computo anche la componente non elettrica dell'energia, allora la quota delle rinnovabili rappresenta il 19% del totale.

Secondo gli ultimi scenari, l’idroelettrico corrisponde al 42% del totale, seguito dal fotovoltaico con una quota del 20%. Successivamente troviamo l’eolico, che attualmente arriva a quota 16%, poi le bioenergie (17%), e il geotermico (5%) chiude infine la classifica.

Queste percentuali sono sufficienti a fare dell’Italia un paese all’avanguardia nel contesto europeo, il terzo produttore di energia green in Europa, capace di generare più del 10% del totale di rinnovabili a livello continentale.

Di seguito un'infografica pubblicata sul sito ufficiale di Ember, uno degli osservatori più precisi e affidabili in tema di energie rinnovabili. Di seguito una panoramica su base annuale della produzione di elettricità in Italia attraverso tutte le fonti di produzione di energia:

La produzione di energia in Italia (Fonte: Sito ufficiale Ember)
La produzione di energia in Italia (Fonte: Sito ufficiale Ember)

La produzione rinnovabile 2022 sta crescendo più rapidamente della domanda elettrica

La IEA, l'Agenzia internazionale dell'Energia, ha recentemente pubblicato l'ultimo rapporto sul mercato elettrico. All'interno del documento si legge che la crescita della domanda elettrica mondiale sta rallentando drasticamente rispetto al 2021, mentre ad avanzare è la produzione rinnovabile.

Secondo i dati IEA la domanda elettrica mondiale aumenterà del 2,4% nel corso del 2022, ossia 3,6 punti percentuali in meno rispetto al dato 2021, tornando in linea con il tasso di crescita medio nei cinque anni precedenti la pandemia di Covid-19. Per quanto riguarda le rinnovabili, invece, si stima che la produzione 2022 salirà di oltre il 10%, sostituendo parte della generazione fossile.


L’altra faccia della medaglia: le fonti fossili in Italia

Ci sarebbe piaciuto scrivere in questo articolo che l’Italia ha completato la transizione energetica verso le fonti rinnovabili. Ma purtroppo non è così. La corsa al gas che il nostro territorio nazionale sta portando avanti in barba alla crisi climatica - e al caro bollette - è ancora in corso.

Di seguito ti proponiamo una mappa grafica che Legambiente ha ricostruito di tutti i progetti approvati e in attesa di approvazione dal 2020 ad oggi in riferimento agli impianti a combustibili fossili.

Centrali termoelettriche, Rigassificatori, Metanodotti e Trivellazioni sono i principali impianti installati sul nostro territorio italiano per la produzione di energia da fonti non rinnovabili.

L'Italia fossile (Fonte: La Repubblica)
L'Italia fossile (Fonte: La Repubblica)

Conclusione

Il futuro delle energie rinnovabili in Italia è in continua crescita e consolidamento e, per migliorare questo processo di transizione, si sta lavorando contemporaneamente su più fronti.

In primis, c’è il miglioramento dell’efficienza degli impianti grazie a nuove tecnologie e soluzioni. Basti pensare ai pannelli solari, passati dal 7% delle soluzioni in silicio amorfo agli attuali record di laboratorio fino al 50%.

Un secondo trend è la cogenerazione, ovvero la combinazione di più fonti rinnovabili insieme. Un esempio immediato è quello del fotovoltaico sia termico che elettrico, mentre un’altra possibilità è da ricercarsi nelle torri solari: una struttura che viene utilizzata sia per raccogliere energia solare che per produrre elettricità grazie a turbine eoliche.

Insomma: possiamo concludere questo articolo sostenendo come le energie rinnovabili siano il futuro energetico del nostro paese, e per questo motivo dobbiamo impegnarci tutti quotidianamente per agevolare il passaggio a queste fonti pulite di produzione di energia.

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Domande frequenti

Qual è la principale fonte di energia rinnovabile in Italia?

La fonte di energia rinnovabile che garantisce il principale contributo alla produzione elettrica italiana è quella idroelettrica, con il 42% della produzione complessiva. Seguono l’energia solare (20%), l’eolico, che attualmente arriva a quota 16%, poi le bioenergie (17%), e il geotermico (5%) chiude infine la classifica.

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