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Fotovoltaico a rischio per l’aumento dei costi delle materie prime

Secondo le ultime stime aggiornate di Rystad Energy, i costi dei materiali e delle spedizioni sono talmente tanto variabili da costituire una seria minaccia per il mercato del fotovoltaico. Questa situazione critica potrebbe prolungarsi ulteriormente nel tempo, tanto che l’aumento dei prezzi delle materie prime e il sovraccarico delle catene di approvvigionamento potrebbe portare a una riduzione di oltre il 50% dei progetti per i nuovi impianti fotovoltaici.

Alla luce di questa situazione, si prospetta un taglio di 50 GW rispetto i 90 GW predisposti per il 2022. Il momento peggiore per tutte quelle imprese che stanno domandando sempre più energia pulita per avviare la loro transizione ecologica.

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Diminuzione della potenza installata

Secondo quanto riportato da Euractive, se la pressione sui prezzi dovesse continuare, ciò comporterebbe un abbassamento della potenza solare globale installata; il dato scenderebbe da 181 a 156 GW.

Se lo scenario si avverasse, molti progetti dovrebbero essere rimandati - o addirittura cancellati - con un enorme impatto sui prezzi e sulla domanda di energia generata da tali impianti fotovoltaici. Inoltre, si potrebbe assistere a un aumento dei costi di produzione dei moduli fotovoltaici; anche in questo caso si tratterebbe di un incremento del +50% su base annua.


Aumento dei prezzi delle materie prime

Il polisilicio, componente fondamentale nella produzione fotovoltaica, ha registrato negli ultimi 12 mesi un aumento di costo del 300%. Inoltre, già dal 2020, altre componenti di base come rame, alluminio, argento e vetro, hanno iniziato a vedere i loro costi aumentare su scala globale. Si prospetta che questi problemi di approvvigionamento possano persistere fino al 2023.

Situazione che se non subirà cambiamenti significativi potrebbe obbligare i produttori a decidere se ridurre i margini di profitto, ritardare i progetti o aumentare anche loro i prezzi finali

ha spiegato David Dixon, analista senior per le energie rinnovabili presso Rystad Energy.

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Aumento dei costi di spedizione

Come sostenuto precedentemente, questo scenario di rialzo dei prezzi andrà ad aggravare anche il costo delle spedizioni delle stesse materie prime. Tutto ciò giocherà un ruolo centrale nella spesa in conto capitale (Capital Expenditure o CAPEX) complessiva della produzione.

Prima di quest’anno, il costo della spedizione delle componenti fotovoltaiche ha sempre avuto un impatto minimo sul costo della produzione complessivo. Tuttavia, i ritardi e i colli di bottiglia nelle spedizioni durante la pandemia di COVID-19 hanno portato a un aumento dei prezzi vicino al 500%, da 0,005 dollari per WP di settembre 2019 agli attuali 0,03 dollari per WP.


Una possibile soluzione: il riciclo delle materie prime

Le materie prime possono essere ricavate anche da vecchi prodotti e in tal caso sono note come materie prime secondarie. Si sta finalmente iniziando a pensare alla promozione del riciclaggio e del recupero di materie prime critiche dai flussi di rifiuti minerari, per garantire un accesso affidabile, sicuro e sostenibile delle stesse, introducendo al tempo stesso obiettivi di riciclaggio dedicati per le materie prime critiche, con un solido quadro di monitoraggio.

Nella risoluzione adottata già il 9 febbraio 2021, il Parlamento ha chiesto norme di riciclaggio più rigorose e obiettivi vincolanti per il 2030 per l'uso e il consumo di materiali, in risposta al piano d'azione per l'economia circolare della Commissione pubblicato nel marzo 2020, volto a realizzare un'economia circolare entro il 2050.

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