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È necessario triplicare la capacità rinnovabile installata ogni anno

Secondo gli ultimi dati riportati dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) non stiamo assolutamente rispettando la tabella di marcia della transizione energetica. Sono necessari investimenti per 5.700 mld di dollari per poter triplicare la capacità rinnovabile installata annualmente.

La transizione energetica è un passaggio complesso e articolato, che si realizza attraverso una serie di interventi e azioni che coinvolgono imprese, pubblica amministrazione e cittadini. È un processo che coinvolge l’intera filiera dell’energia, dal momento in cui l’energia viene estratta dalle fonti rinnovabili per essere immessa sul mercato, fino all’utilizzo finale degli stessi prodotti energetici. In questo articolo ti spiegheremo nel dettaglio ciò che è emerso dall’ultimo report rilasciato da IRENA in merito ai processi di transizione energetica attualmente in atto a livello globale.

Come già accennato in molti articoli del nostro blog, una delle massime priorità che caratterizza il nostro tempo è la lotta al surriscaldamento globale e l’impegno di mantenere il rialzo della temperatura del nostro Pianeta al di sotto dei 1,5° C.

Inoltre, un altro nobile impegno per salvaguardare l’ambiente e ridurre la carbon footprint è da ricercarsi nell’adesione all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Ma torniamo alle priorità evidenziate da IRENA. Sei pronto? Iniziamo!


World Energy Transitions Outlook 2022: le priorità di IRENA

Per rimettere la transizione energetica globale sui binari giusti è necessario attuare azioni immediate e radicali e per l’IRENA le priorità sono chiare: non si può più tollerare il carbone, e dunque bisogna rimpiazzare la generazione elettrica da questa fonte fossile con alternative pulite e rinnovabili.

Negli ultimi mesi, la scarsità di gas e i prezzi elevati hanno portato a un rallentamento del phase out del carbone a livello globale, rendendo un caso ancora più forte per una diffusione più aggressiva delle rinnovabili.

Questo ciò che si legge nel World Energy Transitions Outlook 2022.

La seconda priorità concerne la cancellazione graduale dei sussidi ai combustibili fossili. Mentre queste agevolazioni verranno tagliate, inoltre, è necessario assicurarsi che i veri costi delle fossili siano riflessi nei prezzi finali.

La terza priorità, invece, riguarda un’accelerazione dell’implementazione delle energie rinnovabili. Priorità che va a braccetto con la quarta, ovvero l’adeguamento delle infrastrutture al nuovo panorama che sta emergendo. Bisogna accentuare la flessibilità e l’interconnessione per l’integrazione delle quote rinnovabili.

Le 4 priorità secondo IRENA
Le 4 priorità secondo IRENA

Una forza lavoro qualificata

Secondo IRENA accelerare la transizione energetica permetterebbe di raddoppiare i posti di lavoro nel settore energy, raggiungendo 122 milioni di occupati nel mondo entro la metà del secolo.

Per permettere questo traguardo, però, oltre al sostegno finanziario, normativo e politico, sono necessarie molte competenze. La diffusione delle rinnovabili, infatti, ha bisogno di una forza lavoro specializzata e qualificata, che non lasci aperto alcun segmento.


Le prorità secondo il World Economic Forum

L’importanza di una transizione energetica è stata evidenziata anche durante l’ultimo il World Economic Forum, tenutosi lo scorso maggio a Davos, Svizzera.

Sono ancora troppi gli Stati dipendenti da un ristretto numero di partner energetici” si legge nel comunicato dell’evento, “risorse rinnovabili, diversificazione delle forniture, tutela di lavoratori e consumatori sono le azioni da applicare per una transizione pulita.”

A seguito di discussioni e confronti, il World Economic Forum ha elaborato quattro punti chiave per accelerare la transizione energetica:

1. Serve un approccio rapido e unificato

Per una transizione energetica in grado di contrastare crisi climatiche è necessario agire rispettando i tre grandi imperativi del triangolo energetico: convenienza energetica, sicurezza e accesso all'energia e sostenibilità.

2. Per una giusta transizione, servono prezzi accessibili

Gli elevati prezzi che caratterizzano i nostri mercati non fanno che ostacolare il percorso verso il cambiamento. Basti pensare che nel 2021 il numero di persone senza accesso all’elettricità è aumentato del 2%, arrivando a quota 738 milioni.

È necessario un cambio di paradigma, per mezzo di azioni e misure di sostegno che proteggano tutti i cittadini. Per una transizione inclusiva e giusta, che garantisca equità e convenienza.

3. La decarbonizzazione delle industrie è fondamentale

Le aziende industriali rappresentano il 30% del totale delle emissioni derivanti da attività umane.

Poiché i rimedi si trovano raramente all'interno di una singola azienda o addirittura di un settore, è necessario dare vita a forme di collaborazione multi-stakeholder, per consentire un cambio di passo nell'ambizione e per fornire una maggiore attenzione alla riduzione delle emissioni.

4. Sono essenziali regolamenti e politiche che rafforzino e promuovano la transizione energetica

Attualmente, la maggior parte dei quadri normativi dei diversi paesi mondiali non sono sufficientemente solidi per guidare le azioni e gli investimenti necessari alla transizione.

Solo con una corretta stabilità politica, adeguati meccanismi di riduzione del rischio e un'efficace collaborazione internazionale si potranno ottenere risultati effettivi.

I 4 punti chiave del World Economic Forum
I 4 punti chiave del World Economic Forum

La transizione energetica in Italia

Lo scopo della transizione energetica in Italia è quello di ridurre l’utilizzo di energia primaria (petrolio e altri combustibili fossili) e di aumentare quello di energia rinnovabile, come per esempio quella fotovoltaica. Un processo che abbraccia molti ambiti (da quello economico-finanziario a quello sociale e ambientale) per riuscire a convertire la produzione di energia elettrica attraverso l’utilizzo di fonti pulite, in modo da abbandonare gradualmente quelle fossili.

I dati relativi all’andamento del mix energetico nel nostro Paese confermano quanto già evidenziato dalle rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Energetico dell’ENEA: la transizione energetica è un processo in atto.

Il fabbisogno energetico dell'Italia è di circa 500 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtoe) all'anno, e le emissioni di CO2 sono di circa 200 milioni di tonnellate all'anno. Ma per fortuna l'Italia è all'avanguardia nella transizione energetica ed è tra i paesi che, grazie ai propri programmi, hanno ridotto le emissioni di gas serra dell'11% in soli cinque anni.  Inoltre, con un consumo di energia pari a circa il 31% del totale, l'Italia è uno dei principali produttori e consumatori di energia e, dal momento che la transizione energetica è un processo a lungo termine, il nostro Paese ha bisogno di un piano di sviluppo energetico che favorisca la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili, attualmente rappresentanti il 36% della produzione elettrica. E l’Italia punta a realizzare questo piano entro il 2050 attraverso l’utilizzo del grande potenziale solare, eolico e geotermico a sua disposizione.


Il ruolo del fotovoltaico nella transizione energetica

L’energia solare gioca un ruolo cardine nel processo di transizione energetica, sia a livello globale che nazionale. L’energia prodotta dal sole grazie ai pannelli solari è una delle energie più pulite e meno costose da cui si potrebbe attingere per la produzione dell’elettricità, ed è una valida sostituta alle fonti fossili.

L’energia solare è un’energia pulita che dà la possibilità di svincolarsi quasi totalmente dalla rete elettrica nazionale e di abbassare i costi in bolletta e, soprattutto, l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici non ha alcun impatto sull’ambiente, poiché non produce emissioni di CO2 nell’atmosfera e aiuta nel perseguimento della carbon neutrality.

Noi di Otovo abbiamo molto a cuore la salvaguardia del Pianeta. Attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tuo tetto avrai la possibilità di combattere il surriscaldamento globale e di renderti sempre più indipendente dalla rete elettrica.

Oltretutto, è importante sottolineare come l'Italia si sia classificata in sesta posizione tra i paesi con uno stile di vita sostenibile! Il nostro Paese, negli ultimi anni, si è impegnato nell'adozione di comportamenti sempre più green in molti ambiti, come l'alimentazione, l'acquisto di beni e servizi, la gestione dei rifiuti e l'adozione di energie pulite.

Seppur ci sia ancora margine di miglioramento per quanto riguarda la mobilità sostenibile, possiamo dirci comunque fieri di star acquisendo sempre più una coscienza civica ed etica orientata al rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

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Domande frequenti

Quali sono le 4 priorità per velocizzare i processi di transizione energetica secondo l'IRENA?

Secondo l'IRENA la prima priorità è la tolleranza zero nei confronti dei combustibili fossili, specialmente il carbone. Bisogna trovare delle alternative pulite e rinnovabili per la produzione di energia elettrica. La seconda priorità concerne la cancellazione graduale dei sussidi ai combustibili fossili. La terza deve riguardare l'accelerazione dell'implementazione delle energie rinnovabili. Infine, la quarta priorità si focalizza sull'adeguamento delle infrastrutture al nuovo panorama energetico.

Quali sono le emissioni annuali di CO2 in Italia?

Il fabbisogno energetico dell'Italia è di circa 500 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtoe) all'anno, e le emissioni di CO2 sono di circa 200 milioni di tonnellate all'anno.

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