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Una guida Otovo alle differenze tra un impianto monofase e uno trifase

Al giorno d’oggi sempre più persone stanno pensando di passare all’energia solare. Installare dei moduli fotovoltaici sul proprio tetto di casa, infatti, ti dà la possibilità di produrre energia pulita che fa bene all’ambiente e, soprattutto, perseguire l’autoconsumo energetico. Con l’integrazione di una batteria per fotovoltaico, oltretutto, hai la possibilità di renderti sempre più indipendente dalla rete elettrica perché hai la possibilità di consumare l’energia prodotta in eccesso dal tuo impianto, e accumulata grazie alle batterie, nei momenti in cui ne hai più bisogno.

Quando si ha a che fare con l’installazione di un impianto fotovoltaico è molto probabile ci si imbatta nelle definizioni di impianto monofase e impianto trifase. Ma cosa significa esattamente e, soprattutto, quali sono le differenze che intercorrono tra i due sistemi?

Scopriamo insieme in questo articolo le differenze tra un sistema monofase e un sistema trifase.

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Impianto monofase e impianto trifase: le differenze

Entrambi i sistemi, quello monofase e quello trifase, fanno riferimento ai circuiti elettrici in cui vi scorre la corrente alternata e, come suggerisce il nome, la differenza tra i due si basa principalmente sul numero delle fasi. Mentre il circuito monofase si basa su una base sola, quello trifase si basa su tre cavi di fase con la presenza del cavo di neutro; il passaggio di corrente tra le due tipologie avviene nelle cabine elettriche.

Generalmente, la corrente elettrica monofase è adibita a uso domestico, a differenza di quella trifase, invece, che viene utilizzata nei grandi impianti elettrici e in contesti logistici e di trasporto.

La differenza principale tra questi due sistemi è da ricercare nella tensione: mentre nel sistema monofase la tensione tra fase e neutro è di 230V, nel trifase si ha una tensione di 400V tra le due fasi e di 230V tra la fase e il neutro.

Negli impianti fotovoltaici residenziali è la potenza installata a determinare la necessità di avere un sistema monofase o trifase (e tutte le derivate componenti - come inverter e contatore, per esempio - settate di conseguenza). Si può sostenere che, in linea di massima, la connessione avviene in bassa tensione (BT) monofase per tutte le potenze nominali d’impianto inferiori a 6 kWp, in bassa tensione trifase fino a una potenza di 50 kWp, mentre per le potenze superiori a 75 kWp gli impianti solitamente sono allacciati in media tensione (MT) grazie all’apporto di un trasformatore.

Il sistema monofase

Il sistema monofase è il più semplice e più utilizzato nelle abitazioni domestiche. È composto da un unico circuito elettrico e il suo impiego è principalmente legato all’alimentazione delle utenze (elettrodomestici o impianti a basso voltaggio). Dal momento che la corrente monofase ha in linea di massima una tensione più bassa, il suo utilizzo è consigliato e preferito per gli impianti elettrici residenziali, dal momento che non c’è alta richiesta di tensione dalle utenze domestiche.

Il sistema trifase

Il sistema trifase è composto da tre circuiti elettrici, nei quali scorre una corrente alternata suddivisa in tre fasi che, seppur abbiano in comune la stessa tensione e frequenza, sono sfasate di 120°. L’utilizzo principale della corrente trifase è legato agli impianti industriali poiché, a parità di potenza, costituisce un sensibile risparmio economico. Inoltre, però, il sistema trifase è impiegato in questo contesto anche perché è più semplice da realizzare, è affidabile e potente (e permette anche l’alimentazione di una particolare tipologia di motore molto diffusa negli impianti industriali, ovvero quella asincrono trifase).

Traliccio alta tensione di design (Fonte: Corriere della Sera)
Traliccio alta tensione di design (Fonte: Corriere della Sera)

Trifase: quando installarlo

Come già anticipato, un sistema trifase generalmente viene installato in presenza di potenze elettriche superiori ai 6 kWp, decisamente sproporzionato rispetto al tradizionale 1,5 kWp richiesto per l’alimentazione delle utenze domestiche. Un sistema trifase viene dunque richiesto nel momento di supporto di un carico elettrico importante.

È importante specificare, però, che per quanto riguarda questa scelta in ambito fotovoltaico, attualmente sono presenti inverter fotovoltaici trifase anche con potenze inferiori ai 6 kWp. Inoltre, per impianti fotovoltaici da installare su contatori fino a 3 kWp è possibile scegliere inverter monofase solo per potenze installate fino a 6 kWp (o comunque con differenze di potenza mai superiori a 3 kWp), poiché i gestori elettrici consentono sfasamenti solo fino a differenza di potenza da 3 kWp, mentre per gli impianti con potenze nominali superiori o uguali a 6 kWp si rende obbligatorio installare uno o più inverter trifase.

Ti sei un po’ schiarito le idee riguardo i sistemi monofase e trifase? Allora calcolati subito un preventivo gratuito e personalizzato per iniziare al più presto la tua rivoluzione solare e installare un impianto fotovoltaico sul tuo tetto. Immetti l’indirizzo di tuo interesse nella barra sottostante ed effettua subito il calcolo:


Domande frequenti

Quanti kW posso sostenere con un impianto monofase?

Con l'alimentazione monofase la potenza impegnata è relativamente bassa, il valore contrattuale più comune è di 3 kWp ma è anche possibile avere una fornitura di 1,5 kWp, 4,5 kWp fino a un massimo di 6 kWp.

Qual è la principale differenza tra monofase e trifase?

La differenza principale tra questi due sistemi è data dalla tensione: mentre nel sistema monofase la tensione tra fase e neutro è di 230V, nel sistema trifase avremo una tensione di 400V tra le due fasi e di 230V tra la fase e il neutro.

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