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La firma il 18 maggio per la produzione di 600 GW fotovoltaici al 2030

Lo scorso 18 maggio la Commissione Europea ha finalmente firmato l’accordo REPowerEU, il piano di stanziamento di quasi 300 miliardi di euro per concretizzare definitivamente l’allontanamento europeo dalle forniture di gas ed elettricità dalla Russia, e per accelerare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili di energia pulita.

Tra i punti cardine del REPowerEU è stato esposto l’ambizioso progetto EU Solar Strategy: una scommessa sul fotovoltaico per la produzione di 600 GW entro il 2030. Questa strategia fornisce una panoramica delle possibilità europee per aumentare la diffusione dell’energia solare. Riflettori puntati sui tetti solari, lavoratori qualificati, e nuove regole di ecodesign.

Sei curioso di sapere cosa si tratta? Abbiamo preparato un articolo apposta per te.

Sei pronto? Iniziamo!


Il piano REPowerEU

Prima di spiegarti nel dettaglio in cosa consiste il progetto EU Solar Strategy ti introduciamo brevemente il REPowerEU e ti spieghiamo i punti cardine di azione.

Con il piano REPowerEU - firmato ufficialmente dalla Commissione Europea lo scorso 18 maggio - si è ulteriormente concretizzato l’allontanamento da parte dell’Unione Europea dalle fonti fossili provenienti dalla Russia; processo che si concretizzerà definitivamente nei prossimi 5 anni. A tal riguardo sono stati stanziati 300 miliardi di euro, di cui 225 in sovvenzioni e finanziamenti e 75 come prestiti.

Gli obiettivi principali di questo accordo si possono riassumere nelle seguenti tre azioni, più una:

  • Cambiare fornitori per il gas, e dunque dotarsi delle infrastrutture necessarie
  • Una spinta significativa alla crescita delle rinnovabili con l’obiettivo alzato al 45% entro il 2030
  • Concretizzazione dell’impegno verso un cospicuo risparmio energetico

La quarta azione è da identificarsi proprio con il progetto EU Solar Strategy, che mira a raddoppiare la capacità fotovoltaica installata.

Vediamola insieme nel dettaglio.


EU Solar Strategy

È sempre più chiaro, soprattutto alla luce della firma del REPowerEU, che bisogna accelerare lo sviluppo dell’apparato fotovoltaico europeo. Più volte nel nostro blog ti abbiamo spiegato come l’energia solare sia una fonte preziosa e inesauribile del nostro Pianeta che può darci una grossa mano nella lotta al surriscaldamento globale e nell’abbattimento della carbon footprint per conseguire la neutralità carbonica (aiutata, ovviamente, anche dall’utilizzo dell’idrogeno verde).

Dunque, affinché siano rispettati gli obiettivi rinnovabili e di sostenibilità preposti dall’Agenda 2030 e che la transizione energetica europea continui senza intoppi, il piano EU Solar Strategy si pone come obiettivo l’installazione di quasi 45 GW solari ogni anno per i prossimi 8 anni. Nelle 23 pagine presentate dalla Commissione Europea il protagonista assoluto di questa ambiziosa strategia solare è stato sicuramente il fotovoltaico; a tal riguardo è stata offerta una panoramica delle possibilità per aumentare la diffusione del solare e quadruplicare l’attuale potenza installata nell’Unione Europea entro il 2030.

Di seguito il discorso a commento di Kadri Simson, la Commissaria europea all’energia:

Disponiamo già di strategie ambiziose per le rinnovabili offshore e l’idrogeno, il fotovoltaico è stato finora il pezzo mancante. Oggi colmiamo questa lacuna. [...] Con la strategia odierna, miriamo a raddoppiare la capacità installata entro il 2025 e raggiungere i 600 GW entro il 2030. L’energia solare è particolarmente adatta alle sfide energetiche che stiamo affrontando in questo momento. La tecnologia può essere implementata rapidamente ed è conveniente: i costi sono diminuiti dell’82% nell’ultimo decennio.
La Commissaria europea all'energia Kadri Simson (Fonte: Sustain Europe)
La Commissaria europea all'energia Kadri Simson (Fonte: Sustain Europe)

La Strategia Solare nel dettaglio

L’EU Solar Strategy può essere presentata attraverso le tre seguenti iniziative:

  1. Un piano dedicato ai tetti fotovoltaici;
  2. Un partenariato europeo il cui fulcro è rappresentato dallo sviluppo di competenze su larga scala per implementare le infrastrutture adeguate e una forza lavoro qualificata nel settore;
  3. Una proposta legislativa per agevolare gli iter autorizzativi in modo da renderli più semplici e veloci.

A queste tre azioni si aggiunge anche la creazione di una nuova alleanza finalizzata a sostenere la produzione europea di moduli fotovoltaici - sul modello di quella creata per i sistemi di accumulo.

Solar Rooftops Initiative: il fotovoltaico su tutti i tetti

Secondo alcuni dati riportati nel programma EU Solar Strategy il fotovoltaico potrebbe fornire circa 680 TWh l’anno, quasi il 25% del consumo elettrico dell’Unione Europea.

Dunque, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per sbloccare questo enorme potenziale è volta principalmente alla riduzione dei tempi di autorizzazione: un massimo di 3 mesi d’attesa valido anche per i tetti solari di grandi dimensioni. Oltretutto, questa iniziativa richiede che l’edilizia e le infrastrutture siano pronte per sostenere questa rivoluzione solare. Come? Rendendo obbligatoria l’installazione di pannelli solari sulle coperture. Tale vincolo si applicherebbe a tutti i nuovi edifici commerciali e pubblici con superficie utile superiore a 250 mq entro il 2026, a tutti gli immobili pubblici e commerciali esistenti con superficie utile superiore a 250 mq entro il 2027, e a tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2029.

Inoltre, agli stati membri è stata richiesta l’eliminazione di eventuali ostacoli amministrativi, soprattutto in caso di repowering di sistemi fotovoltaici già installati. In aggiunta, è stato chiesto loro di istituire entro il 2025 almeno una comunità energetica in ogni comune con una popolazione superiore a 10.000 abitanti.

L’industria fotovoltaica

Nella strategia solare particolare attenzione per un futuro sviluppo l’ha avuta l’industria fotovoltaica. Attualmente, infatti, l’Unione Europea importa la maggior parte degli hardware fotovoltaici che utilizza nelle installazioni: 8 miliardi di pannelli solari nel 2020, il 75% dei quali provenienti da un unico paese.

Alla luce di questa dipendenza esterna l’Esecutivo ha deciso di lanciare la Solar PV Industry Alliance, per rafforzare la propria economia interna e ridurre sempre di più le importazioni di prodotti fotovoltaici. In questa alleanza vi rientreranno istituti di ricerca, associazioni di consumatori, attori industriali e altri soggetti interessati in modo da identificare e coordinare al meglio le opportunità di investimento, i progetti e i portafogli tecnologici. La Commissione, oltretutto, ha annunciato anche l’attivazione di una una nuova iniziativa legislativa che vieti l’immissione sul mercato UE di prodotti realizzati mediante sfruttamenti e lavoro forzato.

Infine, implementazioni anche nel campo dell’ecodesign: dal 2023, infatti, è prevista la proposta di due strumenti obbligatori per il mercato interno da applicare a moduli solari, inverter e impianti fotovoltaici venduti nell’Unione Europea, con l’obiettivo di migliorarne efficienza, durabilità, riparabilità e riciclabilità. Si tratta di due regolamentazioni, una incentrata sulla progettazione ecocompatibile e l’altra sull’etichettatura energetica. Queste due regolamentazioni, se rispettate, darebbero una grossa mano agli stati membri dell'UE a conseguire certificazioni convalidanti la loro natura sempre più green e sostenibile, volta a un'economia circolare e una finanza sostenibile per la salvaguardia del Pianeta. Tra queste certificazioni ricordiamo la certificazione LEED.


La EU Solar Strategy è un’ottima dose di fiducia e speranza per il mondo del fotovoltaico, per conferirgli finalmente il posto che si merita nel percorso di transizione energetica europeo e per la produzione di energia pulita che fa bene al Pianeta. Anche noi di Otovo, nel nostro piccolo, cerchiamo di rendere questa rivoluzione solare possibile. Abbiamo a cuore il concetto di sostenibilità e la nostra missione è quella di installare il maggior numero di impianti fotovoltaici sulla maggior parte dei tetti degli italiani.

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