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Una guida Otovo al calcolo dell’ammortamento fotovoltaico

La scelta di installare un impianto fotovoltaico risulta vincente sotto molti punti di vista: ti permette di produrre energia pulita che fa bene al pianeta - poiché riduce le emissioni di CO2 nell’atmosfera -, ti consente di risparmiare in bolletta e, allo stesso tempo, se aggiunta una batteria per fotovoltaico, potrai perseguire l’indipendenza energetica dalla rete elettrica nazionale.

Ovviamente, risulterebbe una soluzione ancora più conveniente se il costo sostenuto per l’installazione fosse ripagato dai benefici ottenuti dal suo utilizzo. In altre parole, se il costo venisse ammortizzato entro il ciclo di vita dell’installazione.

In questo articolo capiremo da cosa dipende l’ammortamento dell’istallazione di un impianto fotovoltaico e come perseguirlo nel migliore dei modi.

Sei pronto? Iniziamo!


Ammortamento fotovoltaico: cos’è e da cosa dipende?

Cosa si intende per periodo di ammortamento? È il periodo necessario al rientro dai costi sostenuti attraverso il risparmio che l’investimento compiuto ha generato nel tempo.

L’ammortamento dell’installazione di un impianto fotovoltaico dipende da molte variabili, ma principalmente da:

  • Il costo dell’installazione
  • La possibilità di beneficiare degli incentivi statali
  • La stima di autoconsumo diretto dalla produzione dell’impianto

Prima di procedere con l’installazione di un impianto fotovoltaico sul proprio tetto di casa è dunque necessario, prima di tutto, fare le opportune valutazioni economiche sui costi e sui benefici che questa decisione comporta.

Ogni installazione è un investimento di cosiddetto medio periodo: ovvero, è un investimento che comporta un’ingente spesa iniziale che, però, si ammortizzerà nel tempo procurando così un risparmio sul lungo periodo. Questo perché, grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico (possibilmente associato a un sistema di accumulo), potrai renderti sempre più indipendente dalla rete elettrica nazionale e risparmiare sulle bollette della luce.


Installare un impianto fotovoltaico: un costo o un investimento?

Negli ultimi anni, il prezzo delle installazioni chiavi in mano - come quelle che offriamo in Otovo - si è fortunatamente dimezzato. Solitamente, il prezzo di un impianto medio da 3 kWp - dimensione ottimale per soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia media - si aggira al di sotto dei 6.000€. Dunque, senza prendere in considerazione i sistemi di accumulo, i costi iniziali non rappresentano più l’ostacolo principale.

Questo ostacolo, oltretutto, è sicuramente risolto anche grazie agli incentivi statali, come il Bonus Ristrutturazioni o il Superbonus 110, che permettono uno sconto in fattura sul costo dell’installazione rispettivamente del 50% e del 110%.

Dunque, l’installazione di un impianto solare rappresenta più un costo o un investimento? Sicuramente, se prendessimo in considerazione i benefici derivanti da questa scelta in termini di elettricità autoprodotta, ambientale, sociale ed economico, la scelta di installare dei pannelli solari sul proprio tetto è sicuramente incentrata su condizioni di investimento, il cui costo può essere ammortizzato in circa 5-10 anni.

È da considerarsi, oltretutto, un investimento utile anche a livello collettivo, poiché la generazione energetica distribuita a livello nazionale comporta benefici sul bilancio energetico dell’intero paese. Questo aspetto è possibile poiché l’energia autoprodotta e distribuita sul territorio comporta una riduzione delle spese di importazione delle materie prime fossili, sulle quali ancora il sistema si fonda: un’altra ragione per considerare il fotovoltaico un vero e proprio investimento economico e - come tutti gli investimenti - la sua realizzazione comporta un esborso iniziale, un periodo di ammortamento dei costi e, infine, un periodo di guadagno diretto (e indiretto) generato dal funzionamento a regime dell’impianto.

Ma cosa si intende per guadagni diretti e indiretti?

  • Per guadagni diretti si intende quei guadagni derivanti dalla cessione alla rete nazionale dell’energia autoprodotta  in eccesso e valorizzata dal meccanismo dello scambio sul posto, o dalla vendita al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) in ritiro dedicato.
  • I guadagni indiretti, invece, derivano dall’autoconsumo immediato dell’energia autoprodotta, ovvero, dal risparmio generato dal minor acquisto di elettricità dalla rete.

Dunque, come già sostenuto precedentemente, anche l’investimento derivante dall’installazione di un impianto fotovoltaico prevede un periodo di ammortamento dei costi sostenuti e un periodo successivo di guadagno che porterà l’investimento stesso a una redditività a livello economico.
Ma qual è lo strumento necessario per calcolare a priori la redditività di un investimento (in questo caso, la redditività nel tempo di un impianto fotovoltaico)?: è il piano di ammortamento.

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Come calcolare l’ammortamento fotovoltaico

Per calcolare con precisione l’ammortamento di un impianto fotovoltaico è necessario mettere a bilancio tutti i costi, compresi quelli di manutenzione e assicurazione, e tutti i benefici, come la produttività dell’impianto negli anni, la stima precisa dell’energia autoconsumata, e la stima dei costi energetici per i successivi 20-30 anni.

Per calcolare l’ammortamento fotovoltaico bisogna considerare numerose variabili, come quelle economiche (derivanti dai proventi sull’energia immessa e su quella autoconsumata, o dagli incentivi statali) e quelle di rendimento. Quest’ultime sono fondamentali nel calcolo dell’ammortamento, poiché comportano la maggiore variabilità nella performance dell’impianto perché prendono in considerazione il calo fisiologico di produttività dell’impianto nel tempo, la produttività stimata in base alla geolocalizzazione dell’installazione, l’orientamento e l’inclinazione dei pannelli, la presenza di eventuali ombreggiamenti, ecc.

Infine, bisogna tenere in considerazione gli eventuali costi di finanziamento, le assicurazioni, l’installazione  di sistemi di accumulo per aumentare l’autoconsumo, ecc.

In generale, è importante ricordarsi che: l’ammortamento di un impianto fotovoltaico dipende sempre dalla produzione dell’impianto e dalle modalità di consumo dell’utente.

È proprio per questo che il consumatore ha un ruolo attivo nelle tempistiche di ammortamento fotovoltaico.

I fattori principali da tenere in considerazione per il calcolo dell’ammortamento

Seppur non sia una lista completa ed esaustiva, di seguito ti proponiamo un elenco dei principali fattori che determinano l’ammortamento di un impianto:

  • La dimensione dell’impianto. Questa determina la quantità di energia prodotta dai propri pannelli, nonché il costo unitario per kW dell’impianto.
  • La perdita di rendimento dei moduli fotovoltaici nel tempo. Questo dato, generalmente, è stimato intorno allo 0,8-1% l’anno.
  • L’orientamento e l’inclinazione ottimali dei moduli fotovoltaici. Più i pannelli saranno posizionati verso il sole più l’impianto sarà nella condizione ottimale di produzione. L’orientamento ottimale è verso sud, e l’inclinazione è intorno ai 30° in Italia.
  • La regione di installazione, che comporta una differente produzione fotovoltaica. Al nord Italia, per esempio, si ha una produzione di circa 1100 kWp/anno, al sud, invece, 1500 kWp/anno.
  • Le modalità di consumo. L’autoconsumo in loco, ovvero quello che avviene nel momento stesso della produzione, aumenta considerevolmente il risparmio economico.
  • Le agevolazioni fiscali. Gli impianti domestici beneficiano delle agevolazioni fiscali come il Bonus Ristrutturazioni e il Superbonus 110.

Un esempio di calcolo di ammortamento

Aiutiamoci con i numeri e facciamo un esempio concreto di ammortamento di un impianto fotovoltaico medio da 3 kWp installato a Roma. L’impianto occupa circa 25 mq di tetto a falda e produce mediamente 3.900 kWh/anno e sfrutta lo scambio sul posto.

I dati di partenza sono:

  • Costo dell’impianto: 6.000€ + IVA 10% , cioè 6.600€;
  • Costo effettivo dell’impianto con detrazioni fiscali Irpef al 50%: 3.300€
  • Energia prodotta il primo anno: 3.900 kWh
  • Energia prodotta in 25 anni: stima di massima 78.000 kWh (con un calo di prestazioni di circa 0.8%/anno)
  • Elettricità autoconsumata sul momento (stima del 40%): 31.200 kWh
  • Energia immessa in rete in 25 anni: 46.800 kwh.

Il piano di ammortamento deve considerare:

  • Il risparmio derivante dall’autoconsumo (calcolato a circa 0,23 €/kWh pari al costo lordo dell’energia in bolletta)
  • Gli introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete (0,10 €/kWh per l’energia immessa e 0,14 €/kWh per l’energia immessa e poi riprelevata con lo scambio sul posto).

Ecco, infine, una stima indicativa degli introiti generabili:

  • Risparmio derivante da autoconsumo: 0,23 € x 31.200 kwh = 7.176 € in 25 anni
  • Introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete: 0,14 € x 46.800 kwh = 6.552 € (ipotizzando che tutta l’energia immessa venga nel tempo riprelevata dallo stesso utente).

Il conto economico, ipotizzabile dal piano di ammortamento, è pari ad un guadagno sui 25 anni di circa: 7.176 + 6.552 = 13.728€. Inoltre, ipotizzando costi di mantenimento pari almeno a 100 euro l’anno e la sostituzione dell’inverter dopo 10 anni il guadagno effettivo scende a circa 10.000€.

Dunque:

  • Costo impianto: 3.300€
  • Stima degli introiti sui 25 anni: 10.000€ (circa 500 €/anno per i primi anni di funzionamento dell’impianto)
  • Tempo di ammortamento impianto: 6-7 anni

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Domande frequenti

Quali sono i fattori principali da tenere in considerazione per l'ammortamento?

I fattori principali da tenere in considerazione sono la dimensione dell'impianto, la perdita di rendimento dei moduli solari, l'orientamento e l'inclinazione ottimale, la regione dove è situata l'installazione, le modalità di consumo e le agevolazioni fiscali.

Cosa si intende per guadagni diretti?

Per guadagni diretti si intende quei guadagni derivanti dalla cessione alla rete nazionale dell’energia autoprodotta  in eccesso e valorizzata dal meccanismo dello scambio sul posto, o dalla vendita al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) in ritiro dedicato.

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