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Una breve guida sul subentro dell'energia elettrica

Se hai appena cambiato casa, ti potrà capitare che il contatore sia stato chiuso dal proprietario o inquilino intestatario del punto di fornitura. In questo caso, il contatore dovrà essere rimesso in funzione: infatti, dovrai richiederne la riattivazione rivolgendoti al fornitore di energia elettrica che sceglierai, previa sottoscrizione di un nuovo contratto per l’energia elettrica.

Questo processo è noto come subentro, grazie al quale l’abitazione viene collegata alla rete di distribuzione dell'energia elettrica dopo che il precedente intestatario ha disattivato il contatore creando il periodo di discontinuità.


Subentro e voltura luce: le principali differenze

Molto spesso, se ti stai chiedendo come fare il subentro dell’energia elettrica, potrebbe succederti di imbatterti nel concetto di voltura. Quest'ultimo termine è frequentemente sinonimo di subentro dell'energia; tuttavia, esiste una differenza tra le due definizioni, anche se entrambe le operazioni vanno effettuate in caso di trasferimento in un'altra abitazione. La differenza principale riguarda le condizioni del contatore. Si parla di voltura, infatti, quando è presente e attivo un contatore: in questo caso l’utenza è connessa e occorre solamente cambiare l'intestatario. Si parla di subentro, invece, quando il contatore non è attivo e deve essere rimesso in funzione. Mentre la voltura consiste solamente nel cambio dell'intestatario del contratto relativo a una fornitura già regolarmente attiva, il subentro attiva una fornitura di energia che era stata disattivata da parte del cliente precedente.


I documenti necessari per richiedere il subentro

Per riattivare la fornitura è necessario avere a portata di mano diversi dati e documenti:

  • La tua carta d’identità, il tuo codice fiscale e un numero telefonico
  • Il tuo indirizzo di residenza e fornitura
  • Il codice POD identificativo del contatore reperibile  sul cartellino attaccato al contatore della luce o sulle bollette del precedente intestatario della fornitura
  • Il Codice Cliente, un codice di 9 cifre che si trova sul display del contatore o sulle bollette del precedente intestatario della fornitura
  • La lettura del contatore con la potenza impegnata in kWh. In mancanza di tale dato, il contatore viene riattivato con la stessa potenza di quando è stato chiuso. Tuttavia, puoi richiederne un aumento o una riduzione in base alle tue esigenze
  • Un documento che attesta la proprietà, la locazione o la fruizione ad altro titolo dell’immobile.

Quanto tempo ci vuole per fare un subentro?

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente  (ARERA) ha stabilito che il tempo massimo per la riattivazione del contatore è di sette giorni lavorativi. Il termine decorre da quando il cliente inoltra la richiesta, che viene poi successivamente inoltrata dal fornitore al distributore entro due giorni lavorativi. Qualora, però, l’impianto sia stato modificato o trasformato, il termine decorre dal ricevimento della documentazione relativa alla sicurezza dell’impianto.

A questo punto, il distributore è tenuto a procedere con l’attivazione entro cinque giorni lavorativi. Qualora l’attivazione dovesse tardare, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico di 35€, 70€ o 105€ a seconda che l’attivazione sia stata effettuata entro il doppio, triplo o oltre il triplo del tempo previsto.


Quanto costa fare un subentro?

I costi di subentro in regime di maggior tutela sono fissati da ARERA e consistono:

  • Un contributo pari a 25,86€ a copertura degli oneri a ministrativi
  • Un contributo di 23€
  • L’imposta di bollo sul nuovo contratto pari a 16€
  • Eventuale deposito cauzionale a discrezione del fornitore

Per gli utenti del mercato libero, invece, il subentro comporta:

  • Il versamento di un contributo fisso di 15,86€ per oneri amministrativi
  • Una quota di servizio stabilita dal fornitore, che può variare dai 20€ ai 60€

Come sottoscrivere un contratto luce

Ci sono diversi modi per sottoscrivere un contratto per avere l’elettricità e dipendono principalmente dalla società che fornisce il servizio energia, quali:

  • Registrazione telefonica: non c’è bisogno di firmare un contratto cartaceo, perché la telefonata è registrata a conferma dei dati raccolti
  • Contratto inviato via mail: occorre stampare il contratto, firmarlo su tutte le pagine e poi inviarlo alla società di fornitura
  • Contratto elettronico: si può firmare il contratto con una password identificativa inviata dalla società via mail

Se sei interessato ad approfondire la tematica dell’energia, ti consigliamo di leggere i nostri blog nella sezione dedicata.

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