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Una guida all’autorizzazione paesaggistica per il tuo fotovoltaico

Al giorno d’oggi, sempre più persone si stanno avvicinando al mondo del fotovoltaico. L’installazione di un impianto solare, infatti, è un’ottima scelta sia dal punto di vista economico che ambientale, poiché ti fa risparmiare in bolletta aiutando intanto l’ambiente a ridurre le emissioni di CO2.

A volte, però, è possibile imbattersi in alcuni inghippi burocratici che ci fanno desistere dalla nostra decisione consapevole, come per esempio l’autorizzazione paesaggistica per l’installazione di un impianto fotovoltaico in una zona soggetta a restrizioni. Ma non disperare! Noi di Otovo abbiamo scritto questo blog proprio per questo: per aiutarti a fare chiarezza su questi vincoli, e farti capire che, in realtà, è molto più semplice del previsto. Infatti, se la tua abitazione è soggetta a vincoli, grazie alla nuova autorizzazione paesaggistica semplificata potrai installare un impianto fotovoltaico nel minor tempo possibile.

Con la nuova procedura sono stati esclusi alcuni interventi dalla richiesta di autorizzazione ordinaria, semplificando così la procedura per altri. Ciò che è entrato in vigore si chiama “procedimento semplificato per la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica”; quest’ultima è necessaria in alcune aree e su alcuni edifici con caratteristiche particolari per poter procedere all’installazione di un impianto fotovoltaico.

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Autorizzazione paesaggistica: a cosa serve?

L’autorizzazione paesaggistica è un nullaosta da richiedere nel momento in cui si vogliono effettuare alcune tipologie di lavori in aree coperte da determinate tutele paesaggistiche. Tale autorizzazione è regolamentata dal Codice dei Beni Culturali (D.Lgs 42/04), e tra i vari interventi tra cui è richiesta risulta anche l’installazione di un impianto fotovoltaico.


Quando serve l’autorizzazione paesaggistica

In specifiche aree soggette a tutela paesaggistica è necessario fare domanda sottoponendo al vaglio dell’ente competente il progetto che si intende effettuare. Senza questa autorizzazione non sarà possibile procedere con i lavori.

Le aree per cui è necessario richiedere l’autorizzazione paesaggistica sono le seguenti:

  • Territori costieri
  • Territori confinanti ai laghi
  • Fiumi, torrenti e corsi d’acqua
  • Montagne oltre i 1.600 metri per la catena alpina, e 1.200 metri per la catena appenninica e per le isole
  • Parchi, riserve nazionali o regionali e territori di protezione esterna dei parchi
  • Territori coperti da foreste e da boschi
  • Aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici (come il centro storico)
  • Zone umide incluse nell’elenco previsto dal D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448
  • Vulcani e ghiacciai
  • Zone di interesse archeologico

Autorizzazione paesaggistica: le novità entrate in vigore

Recentemente, sono state introdotte alcune modifiche nella richiesta dell’autorizzazione paesaggistica. Nello specifico, alcuni interventi sono stati esclusi dalla richiesta obbligata di tale autorizzazione, mentre per altri è stato introdotto un iter semplificato.

Quando non occorre l’autorizzazione paesaggistica

Sono esclusi dalla richiesta di autorizzazione paesaggistica i seguenti interventi:

  • Installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici, laddove posti su coperture  piane  e  in modo  da  non  essere  visibili   dagli   spazi   pubblici   esterni;
  • Installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici,  purché  integrati  nella  configurazione  delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli edifici con la  stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli edifici non ricadenti fra quelli immobili e aree di notevole interesse pubblico citati nell'art. 136 del Codice dei Beni Culturali e dei paesaggi;
  • Opere interne che non alterano  l’aspetto  esteriore  degli edifici;
  • Interventi sui prospetti o sulle coperture  degli  edifici, purché eseguiti  nel  rispetto  degli  eventuali  piani  del  colore vigenti  nel  comune   e   delle   caratteristiche   architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture  esistenti;
  • Interventi che abbiano finalità di consolidamento  statico degli edifici;
  • Interventi per la rimozione di  barriere architettoniche;
  • Installazioni di impianti tecnologici esterni, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di  unità esterna, caldaie, parabole, antenne;
  • Installazione di  micro  generatori  eolici;
  • Installazione di dispositivi di sicurezza anti-caduta  sulle coperture degli edifici.

In quali casi può essere richiesta l’autorizzazione paesaggistica semplificata

Alcuni interventi di lieve entità possono richiedere l’autorizzazione paesaggistica, ma seguendo un iter semplificato. Tra questi risultano:

  • Installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici, purché integrati nella configurazione delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli edifici rientranti fra quelli di cui all’art. 136, comma 1, lettere b) e c), del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
  • Installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici su coperture piane in posizioni visibili dagli spazi pubblici esterni;
  • Incrementi di volume non superiori al 10% della volumetria della costruzione originaria;
  • Realizzazione o modifica di aperture esterne, o finestre a tetto, riguardanti beni vincolati nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti;
  • Interventi sui prospetti comportanti alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture esistenti;
  • Interventi di adeguamento alla normativa antisismica, ovvero finalizzati al contenimento dei consumi energetici degli edifici;
  • Interventi per il superamento di barriere architettoniche, laddove comportanti la realizzazione di rampe per il superamento di dislivelli superiori a 60 cm.
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La semplificazione della procedura

La procedura per la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica è stata semplificata nella richiesta di invio della documentazione necessaria e nelle tempistiche.

Di seguito le principali modifiche:

  • La procedura va eseguita soltanto per via telematica
  • L’iter sarà più veloce: avrà un termine tassativo di 60 giorni
  • Se necessario, l’ente potrà richiedere ulteriori documenti, in un’unica mandata, da inviare sempre telematicamente entro e non oltre 10 giorni dalla richiesta
  • È previsto infine un modello unificato di istanza di autorizzazione e un modello di relazione paesaggistica semplificata.

I vincoli paesaggistici non rappresentano un ostacolo per l’installazione di un impianto fotovoltaico. Noi di Otovo ci occupiamo di tutte le pratiche e autorizzazioni (eccetto l'autorizzazione paesaggistica), aiutandoti così a risparmiare tempo e a proseguire con la tua rivoluzione solare!


Domande frequenti

Chi redige l'autorizzazione paesaggistica?

L'amministrazione preposta al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica è la Regione, ovvero un ente pubblico da essa delegato (Comune, Ente Parco, Provincia). La necessità dell'autorizzazione viene verificata caso per caso, anche con riferimento alla tipologia dell'intervento.

Come si fa a capire se si è in una zona con vincolo ambientale?

Per la verifica si può fare riferimento al sito del Sistema Informativo Territoriale Ambiente e Paesaggio – SITAP (sitap.beniculturali.it) che propone un WebGIS (sistema informativo geografico pubblicato on-line) su cui è possibile riscontrare direttamente la presenza delle perimetrazioni di vincolo.

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