Bonus Casa 36%: chiarezza sui bonus statali
Facciamo chiarezza sugli incentivi statali 2026 per pompe di calore e fotovoltaico
In un mondo che si muove sempre più velocemente verso la sostenibilità e l’efficienza energetica, il Bonus Casa 36% rappresenta una delle opportunità più interessanti per chi vuole ridurre i consumi. Le pompe di calore emergono come soluzioni all’avanguardia per il riscaldamento domestico, mentre il fotovoltaico continua a garantire risparmi concreti in bolletta.
Questi sistemi non solo riducono le spese energetiche, ma sono anche una scelta ecologica, sostenuta dagli incentivi statali e dalle detrazioni fiscali 2026.

Perché scegliere fotovoltaico e pompe di calore insieme nel 2026
L’abbinamento tra impianto fotovoltaico e pompa di calore è oggi una delle soluzioni più convenienti e sostenibili per la casa. Da un lato, il fotovoltaico produce energia elettrica pulita sfruttando il sole; dall’altro, la pompa di calore utilizza proprio questa energia per riscaldare gli ambienti o produrre acqua calda sanitaria, riducendo quasi a zero il consumo di gas.
Grazie agli incentivi statali 2026, investire in questa combinazione permette di:
- massimizzare l’autoconsumo: l’energia prodotta dai pannelli alimenta la pompa di calore, aumentando l’indipendenza dalla rete fino al 90%;
- ottenere risparmio energetico costante: meno spese in bolletta e tempi di ammortamento più rapidi;
- accedere alle detrazioni fiscali dedicate: Bonus Casa 36% per fotovoltaico e sistemi di accumulo;
- contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni di CO₂, scegliendo una soluzione che sostituisce i combustibili fossili con energia rinnovabile.
In sintesi, l’accoppiata fotovoltaico + pompa di calore rappresenta il passo più intelligente per chi vuole ridurre i costi domestici, sfruttare al meglio gli incentivi disponibili e rendere la propria abitazione più sostenibile e indipendente dal punto di vista energetico.

Incentivi statali 2026 per fotovoltaico e pompe di calore
Nel 2026 sono disponibili diverse agevolazioni:
- Bonus Casa 36%: copre un’ampia gamma di lavori, compresi fotovoltaico, accumulo, infissi e climatizzatori a pompa di calore.
- Conto Termico: aggiornato nel 2026, offre un contributo diretto fino al 65% della spesa, con erogazione in tempi rapidi (circa 2 mesi). Per le Pubbliche Amministrazioni e alcuni edifici nZEB, la copertura può arrivare fino al 100%. Include anche nuove misure per Comunità Energetiche Rinnovabili e colonnine di ricarica elettrica abbinate.
- Bandi regionali e TEE: in alcune regioni (es. Emilia-Romagna) si arriva fino a contributi del 100% in casi specifici.
Naturalmente, non tutti gli interventi possono accedere a entrambi gli incentivi: in alcuni casi è necessario scegliere l’opzione più adatta. I nostri consulenti tecnici sapranno tranquillamente indirizzarti verso la scelta della soluzione corretta, mentre il nostro reparto di amministrazione si occuperà di tutta la burocrazia coinvolta nel processo di richiesta dell’incentivo.
Come sempre, affidarsi a professionisti nel settore è il modo migliore per essere sicuri di non perdersi nulla e non commettere errori che potrebbero compromettere l’iter di approvazione.
Calcoliamo il risparmio
Facciamo un esempio concreto.
Una pompa di calore da 9.000 € può beneficiare di:
- Bonus Casa 36% → recupero di 4.500 € in 10 anni (se rientra tra gli interventi ammessi);
- Conto Termico 3.0 → rimborso diretto fino a 5.850 € (65%), con tempi di liquidazione molto rapidi.
Per un impianto fotovoltaico da 6 kW (~14.000 €):
- con Bonus Casa 36% → recupero di 7.000 € in 10 anni;
- se abbinato a batteria e pompa di calore, l’autoconsumo può arrivare al 90%, riducendo drasticamente la dipendenza dalla rete.
Ma i vantaggi economici non si fermano qui. Grazie agli incentivi statali 2026, l’ammortamento dell’investimento per un impianto fotovoltaico abbinato a una pompa di calore avviene in tempi rapidi, permettendo di recuperare una parte importante della spesa iniziale già nei primi anni.
Una volta installato, questo abbinamento garantisce un risparmio costante e duraturo: il fotovoltaico riduce la spesa per l’energia elettrica, mentre la pompa di calore abbassa i costi del riscaldamento e della climatizzazione. Insieme, consentono di aumentare l’autoconsumo fino al 90% e di ridurre al minimo la dipendenza dalla rete, offrendo un beneficio concreto sia nel breve che nel lungo periodo.
Andiamo ora a focalizzarci meglio sulla detrazione al 36% spiegandone tutte le caratteristiche.
Richiedi un preventivoBonus Casa 36%
Nel 2026, il Bonus Casa prevede una detrazione fiscale del 36% per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica effettuati sugli edifici residenziali.
L’agevolazione riguarda lavori finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili esistenti e non dà diritto al bonus mobili se non nei casi previsti dalla normativa vigente.
La detrazione è applicabile alle spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2026 ed è stata ridefinita dalla Legge di Bilancio, che ha previsto una riduzione dell’aliquota rispetto agli anni precedenti.
Cosa si può detrarre al 36%?
La detrazione al 36% consiste in una detrazione IRPEF pari al 36% delle spese sostenute, suddivisa in 10 rate annuali di pari importo, entro i limiti massimi di spesa previsti per ciascun intervento.
L’agevolazione è riconosciuta per interventi che migliorano l’efficienza energetica e le prestazioni dell’edificio, e copre, tra gli altri, i costi per:
- installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo;
- sostituzione di infissi e serramenti;
- installazione di pompe di calore e climatizzatori ad alta efficienza;
- lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia.

Chi può godere della detrazione?
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento e che sostengono le spese dell'intervento stesso.
In particolare:
- Persone fisiche: Questa categoria include proprietari di immobili, titolari di diritti reali sugli immobili, comodatari, inquilini e anche esercenti di arti e professioni. In pratica, chiunque possieda, gestisca o risieda in un immobile può usufruire degli incentivi per l'installazione di una pompa di calore
- Contribuenti che percepiscono reddito d'impresa: Questo gruppo comprende sia persone fisiche che società, tra cui società di persone e società di capitali. Gli incentivi sono disponibili per coloro che operano in qualsiasi settore e che intendono migliorare l'efficienza energetica dei propri immobili aziendali
- Associazioni tra professionisti: Anche le associazioni tra professionisti, come studi legali o studi medici, possono beneficiare degli incentivi fiscali per l'installazione di pompe di calore. Questo offre un'opportunità per le organizzazioni professionali di ridurre i costi energetici e promuovere la sostenibilità ambientale
- Enti pubblici e privati non commerciali: Infine, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciali possono accedere agli incentivi fiscali per l'efficienza energetica. Questo include scuole, ospedali, enti governativi locali e organizzazioni non profit che desiderano ridurre il proprio impatto ambientale e i costi energetici
Quali documenti presentare
Per usufruire del Bonus Casa 36%, è necessario presentare la seguente documentazione:
- Asseverazione: Dichiarazione di un tecnico abilitato che attesta la conformità dell'intervento ai requisiti tecnici richiesti
- Attestato di Prestazione Energetica (APE): Redatto da un tecnico indipendente dai lavori, che fornisce i dati sull'efficienza energetica dell'edificio
- Scheda informativa da inviare all'ENEA: Deve essere inviata entro novanta giorni dal collaudo e deve includere:
- I dati identificativi del contribuente che ha sostenuto le spese
- I dati dell'edificio oggetto dell'intervento
- La tipologia dell'intervento eseguito
- Il risparmio energetico ottenuto e il relativo costo, specificando l'importo delle spese professionali e quello utilizzato per il calcolo della detrazione
Come ottenere la detrazione fiscale al 36%
Per ottenere le agevolazioni fiscali dell'ecobonus 36% bisogna aver effettuato il pagamento tramite bonifico parlante. Questa forma di pagamento deve essere compilata correttamente utilizzando i moduli prestampati ad hoc che le banche e le Poste mettono a disposizione, oppure il formulario interattivo del proprio online banking.
Ricordiamo che quando si compila il bonifico parlante è preferibile inserire i riferimenti normativi del bonus che si sta richiedendo nella causale.
Domande frequenti
Condizione indispensabile per poter usufruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti espressamente su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l'attività d'impresa o professionale).
In realtà, non è prevista una soglia massima di possibilità di richieste di un Ecobonus, salvo non essere presentate nello stesso anno. Il contribuente può usufruirne a condizione che il nuovo intervento sia autonomo da quello precedente.
